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wearelucky

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A man suddenly gets into some money, a lof of money, and realizes he has more than he’ll ever need, so he starts to think about how to spend some of it. He’s childhood dream would be a space flight and he goes ahead booking one with Virgin Galactic Space flights for the cheap price of $400,000. Hearing his friends talk about their dreams, finding them way more creative and generous than his own selfish one, he cancels the flight. We are lucky is born. The man decides to give away £1000 each day to complete strangers, chosen for their kindness. No strings attached. He only asks that they’ll do something good, something positive, with the money, telling their story on the website.  A way of sharing the responsability, leaving total freedom of choice. What would you do?

we_are_lucky

  • Eleonora

    Ma quante ne “scovi” tu?????
    Che Filinvestigator che sei!!!
    Un premio a te per l’originalità dei tuoi post!!
    Every day proponi qualcosa di positivo qui, nel Planetfil!
    Happy day
    Ele

    1 April 2014 at 09:36 Reply
  • lapaz

    beh io saró sincera, prima di pensare agli altri un bel viaggione di qualche mese tutto per me lo farei!!

    1 April 2014 at 09:40 Reply
  • claudia oliveri

    …beh mi sono commossa ..prima di tutto darei un bacio in fronte a questo Grande Uomo di 39 anni ….. !
    Credo che con questo gesto si sia fatto un regalo che gli durerà tutta la vita !

    Se ti capita bacialo in fronte per me!

    1 April 2014 at 10:07 Reply
  • DB

    Se per ‘incantamento’ disponessi di molti milioni di euro -ma proprio tanti me ne servirebbero- finanzierei una trasmissione televisiva come non se ne sono ancora viste (e mai se ne vedranno).
    La chiamerei “Sherwood” o “Robin Guevara” o “Major Oak” o “Santa Clara”, insomma un nome evocativo di leggende o eventi storici recenti il cui sottinteso sia affermare un concetto facile facile: che sono possibili un ordine sociale alternativo e un modo di vivere in comunità che non crei esclusione e sofferenza.
    Le grandi ideologie si sono esaurite -così ci dicono da oltre vent’anni- ma i loro fondamenti teorici e filosofici stanno sempre lì, pronti all’uso, con qualche aggiornamento, s’intende. E stanno sempre lì le contraddizioni, gli errori, le storture, gli inganni e le follie che quelle filosofie avevano rivelato affinché noi -gli uomini del diciannovesimo e ventesimo secolo- potessimo mettervi mano. Di quelle teorie abbiamo fatto mediocre applicazione, non ne abbiamo colto il senso profondo, ci siamo incartati e adesso stiamo punto e daccapo.
    La trasmissione dovrebbe essere condotta da una certa Filippa Lagerback (credo che la conosciate), maestra di leggerezza oltre che di eleganza e bellezza e grazia. In redazione dovrebbero esserci fior di giornalisti televisivi, di quelli che non fanno ‘salotto’ piuttosto indagini e inchieste. Sul genere di Riccardo Iacona o di Marisa Gabanelli, per intenderci.
    Lo scopo del programma dovrebbe essere quello di spiegare come si generano esclusione e sofferenza sociale, che non capitano a caso, non sono una siccità o un’invasione delle cavallette o un castigo divino. Esclusione e sofferenza, invece, hanno ragioni precise e persino semplici da intendere, purché analizzate con metodo ed esposte con chiarezza.
    Il tono della trasmissione non dovrebbe essere pedante, dichiaratamente pedagogico e meno che mai moralistico. A dare un tono lieve e gradevole penserebbe la Lagerback.
    Il programma dovrebbe mettere i telespettatori in condizione di elaborare una visione nuova di società e di guardare oltre la punta del naso, un naso già corto che -come se non bastasse- negli ultimi tempi si è schiacciato contro lo schermo dei telefonini, del computer e della TV (però sono schermi ultramoderni e ipertecnologici !). Consentire a tutti una consapevolezza, dunque, una visione, un respiro profondo e una prospettiva di lungo periodo.
    Il programma, però, dovrebbe avere anche un ‘pronto intervento’ che metta a confronto, hic et nunc, i casi subito tangibili di sofferenza ed esclusione con le iniquità che la società produce di continuo, gli abusi, gli sprechi che tolgono risorse a chi dovrebbe sanare o alleviare il dolore. In napoletano, il ‘pronto intervento’ potrebbe chiamarsi ‘Ciacca e ammereca’, più o meno ‘Ferire e medicare’: ferire chi produce dolore e medicare chi lo patisce.
    Il ‘pronto intervento’ prevederebbe la partecipazione attiva del pubblico con denunce, proposte, contributi.
    Il programma non dovrebbe avere interruzioni pubblicitarie, promozioni commerciali palesi o occulte, presenza assidua di amici e amici degli amici, non dovrebbe servire a tessere relazioni utili e a consolidare carriere. Niente di niente. Solo conoscenza, idee e verità.
    Io ne sarei il finanziatore anonimo e distante. E lo vedrei solo quando va in onda.

    DB

    1 April 2014 at 12:06 Reply
  • Tiziana

    Buongiorno Filippa, che bella storia ci hai raccontato anche oggi 🙂 E’ una cascata di positività che ci rallegra e ci contagia. Grazie di cuore!

    1 April 2014 at 12:29 Reply
  • berta

    ANCHE I PREZZI DELLA MODA CHE PROPONI DOVREBBERO ESSERE UN PO’ PIU’LEGGERI…PER QUELLI CHE VIVONO SUL PLANET…TERRA. LE COSE CHE INDOSSI LE TROVO SU VOGUE E…NON ME LE POSSO PERMETTERE! TU CHE SEI NELLA MODA CONSIGLIACI QUALCOSA DI BELLO, MA…CON UN PREZZO…LEGGERO!!!

    1 April 2014 at 13:50 Reply
  • Letizia

    Beh, che dire?! Tanto di cappello a quest’uomo! Spero che il suo straordinario progetto, che non può passare di certo inosservato, serva da esempio a chi come lui possiede una piccola fortuna.
    Io, come Lapaz, mi toglierei lo sfizio di qualche viaggio ‘importante’ (in primis, Australia e Nuova Zelanda), ma ovviamente le prime persone a cui penserei sarebbero quelle a me più care.

    P.S. Sì, grande Camilleri, non si è smentito… 3 delle 4 parole che ha salvato mi sono rimaste impresse: onestà, fantasia e leggerezza, appunto (giuro che ho pensato subito a te, quando l’ha detto! :))… in pratica, ha fatto il ritratto del Planet! 😀

    1 April 2014 at 14:14 Reply
  • SILVIA.S

    we are lucky…yes I’M!
    Comunque se capitasse nelle mie mani una certa “fortuna” anche io ho subito pensato ad un viaggio…anzi diciamo pure un anno sabbatico!
    con famiglia …e grande zaino…insomma senza valigie…!
    Partirei con lo stretto necessario ( ovvio poi si acquista il necessario)…per un giro del mondo…iniziando da NEW YORK…attraversando tutti gli States…trekking alle HAWAII…Polinesia…CANADA…Le piramidi…la cara vecchia Europa…e poter vedere la primavera in Australia e Nuova Zelanda ( CHE POI è IN sETTEMBRE)… scalare il KILIMANJARO…ammirare il Sud AFRICA …e poi il mare d’inverno le isole dei Caraibi da una barca a vela….ed arriva la primavera ed è ora di tornare a casa…
    grazie Fil per il meraviglioso sogno…we are lucky today!
    syssy

    1 April 2014 at 16:04 Reply
    • Letizia

      @Silvia: troppo bello, il tuo sogno ad occhi aperti! Ti auguro di realizzarne anche solo una piccola parte… 😉
      In caso contrario, avremo la magra consolazione che nessuno può ancora rubarci i sogni e i viaggi con la fantasia… 🙂

      1 April 2014 at 16:41 Reply
  • naty

    Un bel viaggio si sarebbe un bel sogno,ma sarei tentata di portare con me
    qualcuno a liberare …”L’isola di plastica nel Pacifico”,ragazzi giovani che amano un mondo migliore.
    Un altro sogno che tanti Jessy possano vivere un infanzia nella luce e in villaggi vivibili,è un utopia ? lo so!!!

    1 April 2014 at 16:27 Reply
  • Claudia Oliveri

    Qui si chiede di rinvestire una somma ricevuta per “fortuna”in qualcosa di utile agli altri ..una catena di cose positive ….con 1000 euro donerei qualche attrezzatura a ospedali pediatrici …

    1 April 2014 at 18:08 Reply
  • Letizia

    @Claudia: hai perfettamente ragione, abbiamo risposto quasi tutte/i d’istinto pensando di avere a disposizione l’intera fortuna e non £ 1.000… ma, come hai visto, il desiderio più comune è stato quello di un bel viaggio, in fondo non abbiamo ‘volato troppo alto’, no?! 😉
    Io ovviamente darei la somma in beneficenza, a uno o più destinatari.

    1 April 2014 at 20:17 Reply
    • Claudia Oliveri

      Certo @letizia è normale spiccare il volo nei sogni …la cosa buffa è che è più semplice fare grandi sogni che piccoli progetti …..la fattibilià dei micro programmi si sonora con troppi ostacoli …i sogni per fortuna ne sono indenni

      1 April 2014 at 21:50 Reply
  • naty

    Anche per me Claudia era sottinteso un aiuto dal punto di vista Sanitario,e per l’Isola del Pacifico
    1000 euro al giorno,per finire di versare in mare la plastica, che da recenti notizie pare ne venga
    versata una tonnellata al giorno…questa è un idea ,quasi irrealizzabile,ma se non si farà qualcosa la bellezza delle isole sparirà,un saluto naty

    1 April 2014 at 20:23 Reply
  • veraB'

    Condivido anch’io i sogni che sono stati elencati, ma credo che se non dovessi cambiare alcuni punti fermi, fissi, e maniacali del mio carattere non potrò mai dar vita neanche al più piccolo dei sogni, pertanto qualsiasi cifra non cambierebbe nulla !!!

    Comunque, grandioso quest’uomo … 😉
    Buon mercoledì a tutti
    veraB’

    2 April 2014 at 10:00 Reply
      • veraB'

        @Fili, @manupia, @Planet al completo…: che scossa, mi metto in pista per recuperare anche i sogni accantonati !!!

        Credo che stanotte non dormirò 😉
        in una parola: Grazieeeee !!!

        veraB’

        2 April 2014 at 22:42 Reply
  • manupia

    brava Fili hai dato un ottimo consiglio alla mia dolce “AMICA” veraB” che non ha niente da cambiare …

    bellissimo gesto che sicuramente ne trarrà più felicità che non farli spesi per se stesso ….

    il Planet ha proprio questo senso e tu sei bravissima a trasmetterci questo, io passo di qui ogni giorno ed un sorriso di piacere oppure curiosità a volte emozione, interesse , scoperta, farà parte della mia giornata, e tutto è davvero riassumibile in “leggerezza” fondamentale nella vita e mai come ora dove la mia vita da un anno a questa parte dire che è cambiata è un eufemismo …. sono piena di problemi ma ora dico che ci sono solo soluzioni …
    non ho mai avuto grandi sogni ho sempre pensato che la vita và accettata per quel che ti offre giorno per giorno e il rifiuto di quello che ti porta di farà essere infelice, ma ora mi ritrovo con bei progetti e isolai certo sarebbero la prima soluzione ma mi rendo conto che prima serve altro …. l’Amore in tutti i sensi …. in quello che fai in quello che credi e per chi e con chi lo fai….!!!
    accettare tutto con leggerezza e prendersi meno sul serio, prendere la vita meno sul serio è una buona cosa …..
    tanti baci a tutti e chissà magari diventerò un anonimo che riceve una donazione … magari! o meglio ancora vinco io una grande somma e li donerei a piccole parti a più persone possibili….

    buona giornata di sogni 😉

    manupia

    2 April 2014 at 12:19 Reply
  • manupia

    magari un post senza errori… prima o poi ce la farò …
    averli spese

    bei progetti e i soldi ….

    sorry 😉

    2 April 2014 at 12:22 Reply
    • DB

      Cara Manupia,
      la vita è un mambo, un chachacha, una rumba.
      Un pezzetto di Raffaele Viviani ci sta bene. E il breve prologo di Massimo Ranieri è perfettamente in tema.

      http://www.youtube.com/watch?v=cnteK557d1U

      Saluti affettuosi !

      DB

      2 April 2014 at 20:30 Reply
      • manupia

        graziiieeee!! caro DB 😉

        e mi faccio questa rumba molto volentieri 😉

        buona serata

        manupia

        2 April 2014 at 21:06 Reply
        • DB

          Sì, è bravissimo. Un vero uomo di palcoscenico.
          Io lo ammiro per il modo in cui affronta il teatro e le canzoni di Raffaele Viviani e in generale il repertorio napoletano tra fine ‘800 e primi decenni del ‘900.
          Questo è uno dei tanti esempi. E’ un piccolo gioiello.

          http://www.youtube.com/watch?v=p5Z_Bmf0bjc

          DB

          3 April 2014 at 09:52 Reply
    • DB

      Penso che ti si potrebbe chiamare ‘Hakuna matata’ e forse anche la tua deliziosa figlia potrebbe farlo.
      Nel video il cantante senegalese ripete più volte ‘Hakuna matata’ che in lingua swahili significa qualcosa del tipo:”Non ci sono preoccupazioni. Vivi senza pensieri” e quindi -potremmo aggiungere- “Vivi con leggerezza”, la celebre leggerezza filippiana.

      DB

      3 April 2014 at 00:25 Reply
  • DB

    E dunque nel petto di una bionda batte un cuore africano ?
    C’è da scommettere che la bionda voglia la pelle nera….
    http://www.youtube.com/watch?v=kkl5LXgwtsk

    P.S.
    Finché si tratta di accompagnarli nei viaggi di nozze….Io a nove anni accompagnavo mio padre a far visita alle sue fidanzate. Non capivo perché non dovevo dire che eravamo andati lì. Però una volta l’ho detto…

    Bacioni !

    3 April 2014 at 10:04 Reply

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