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body worlds

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The controversial exhibition Body Worlds by Gunther Von Hagens is opening in Milan and I went to see the preview. Thanks to the technique “plastination” human tissue and bodies are preserved after death, enabling us to admire the wonders of our creation up close. Lots have been said and written about it,  creating an ethical discussion on the subject, but I don’t see any grotesque side of it, just an opportunity to see how we look like on the inside, and with that information starting to respect ourselves and our fragilities even more. An important step is actually to start to see life in a more positive way, the benefits of that are amazing!

35 million people in over 70 countries have already seen the exhibition, I would love to know what you think.

  • manupia

    non lo sò…dovrei saperne di più …conoscersi di più, e capire cosa succede all’interno del nostro corpo a causa di comportamenti sbagliati può essere utile…
    ho dato un occhio al sito e sembra interessante, per quel che mi riguarda sono incuriosita dal cavallo e cavaliere…se mai riuscirò ad andarci vi dirò il mio parere…

    certo un pò d’impressione lo fanno…

    2 October 2012 at 00:08 Reply
  • laura

    sinceramente fili mi fanno un po’ di impressione e personalmente non so se andrei mai a una mostra del genere… nn saprei davvero…
    sogni d’oro pianeta
    kiss

    2 October 2012 at 00:52 Reply
  • maria grazia

    Come ha scritto Manu, un po’ di impressione la fanno… Forse, potendo scegliere, preferisco non visitarla… E’ proprio la questione legata all’autenticità dei “materiali” che non mi fa impazzire… Certo, si possono capire tante caratteristiche del nostro corpo, ma la mia mente va in automatico a chi ha gestito la preparazione e l’allestimento di ciò che altro non sono che salme…. Guarda, mi fermo qui, è meglio. No, non ci vado proprio. E quella cassa toracica appesa, con trippe varie incorporate e sormontata dal cervello: la trovo ributtante.
    Ciao, eh! 🙂
    Maria Grazia

    2 October 2012 at 00:56 Reply
    • Maria Grazia

      Fil, ci mancherebbe, niente vestiti 🙂 🙂 ! Il mio è un giudizio completamente “di pancia”. La razionalità mi porta a fare valutazioni profondamente differenti, ma lascio perdere perchè diventerei noiosa.
      E anche questo è un perfetto articolo Planetfil: trattasi di cultura, di espressione umana, quindi qui è al suo posto!
      Bicchiere mezzo pieno, of course. E quando possibile, pieno completamente. 🙂
      Buona giornata.
      MG

      2 October 2012 at 09:58 Reply
  • Nina

    Mah, impressione fanno impressione e parecchia. Ma fin qui è questione di sensibilità personale. Per dire, io non ho avuto il coraggio di andare a vedere il sito 🙁
    Ciò che mi lascia perplessa, concordo con Maria Grazia, è l’autentiticità della materia prima utilizzata per scopi “artistici”…

    2 October 2012 at 08:52 Reply
  • Melania

    Filippa torni a stupirci,
    ma questa volta lo fai fuori dalle corde o dalla normale impostazione del tuo pianeta , e questo mi fa capire quanto tu possa essere versatile libri,cucina,moda,televisione, gossip,ambiente ed ora anche l’anatomia che dire io apprezzo e nonostante la mia affermazione possa sembrare strana per via dei corpi plastinati ma che ci devo fare se ho sempre avuto un grande interesse e profonda ammirazione per il corpo umano ed il suo funzionamento prima ancora che imparassi a parlare o a camminare adesso faccio mea culpa perchè dopo essermi persa la tappa romana devo recuperare almeno a Milano…
    Comunque Etico o no capire come siamo fatti e avere consapevolezza di quello che siamo ci aiuta meglio a rispettare noi stessi , gli altri esseri umani animali e piante e avvolte avere delle esperienze forti ci aiuta meglio a capire un po’ la vita , ad affrontarla e a guardarla
    con occhi diversi.
    Certo la mostra è molto particolare quindi capisco bene i commenti e li rispetto moltissimo.

    Che sia per voi, nonostante il post un po’ sui generis
    una buona, splendida, radiosa giornata!!!

    Melania.

    P.S Bicchiere mezzo pieno,sempre.

    2 October 2012 at 09:14 Reply
  • Giu

    Il primo nesso che trovo con i post precedenti, senza stare a pensarci troppo, sono le modelle “pelle e ossa” delle recenti sfilate milanesi e da te fotografate qualche giorno fa.
    Ma ad un’analisi meno superficiale, scovo l’essenza della nostra esistenza fisica, che non viene privata però della parte relativa all’essere, in quanto le persone rappresentano momenti di vita profondamente personali, ricchi di passione ed impegno, ben visibili nonostante il richiamo mortale dei corpi scoperti.
    Bello spunto di riflessione, grazie Fili.

    2 October 2012 at 10:16 Reply
  • Ale

    della serie: per cominciare bene una giornata!

    your
    ale.

    2 October 2012 at 10:20 Reply
  • DB

    Apprezzo che Filippa abbia proposto questa singolare Mostra. Forse perché sono napoletano e quindi godo del ‘luttuoso lusso’ del culto dei morti, del sangue che si sciogie, di scheletri, teschi etc.etc. e di tutto quanto ci ricordi cosa saremo.
    Il desiderio di svelare i segreti della ‘macchina umana’ -attraverso gli artifici della conservazione dei corpi- è antico. Una testimonianza di questo desiderio viene dai prodigi alchemici del Principe di Sansevero. E’ uno dei Musei napoletani più interessanti e sorprendenti.
    http://www.museosansevero.it/cappellasansevero/macchine.html

    DB

    2 October 2012 at 12:29 Reply
  • Letizia

    Prima di commentare, non potevo non visitare il sito della mostra (@Nina, tranqui, non si vede nulla di così truculento! ;))…
    Beh, che dire? Di effetto, ne fa, e come!, ma ovviamente dipende dalla sensibilità di ognuno di noi. Come ha detto Fili, neanch’io trovo nulla di morboso o disgustoso in tutto ciò, semplicemente perché i soggetti esposti altro non sono che… NOI! Fa impressione dirlo, ma capisco che vederCI sotto quelle vesti può apparire alquanto inquietante. Eppure…
    Ogni tanto mi fermo proprio a pensare a cosa ‘nasconde’ il mio involucro (ve l’ho già detto che non sono molto normale, no?! :P), specialmente quando mi muovo, quando parlo, quando sento battere il cuore, o quando sto male… Il corpo umano è da sempre una meravigliosa macchina, la più bella in assoluto, ed è troppo affascinante scoprire tutti i suoi misteri, per quanto possano fare anche una certa impressione.
    Certo, il lavoro di Von Hagens è pazzesco e pensare alla tecnica che ha usato fa quasi rabbrividire ma, al di là di tutto, nel bene e nel male, credo sia un’esposizione che merita di essere visitata.

    @Giu: ho apprezzato molto il tuo commento!
    @DB: grazie per la dritta sul Museo. Mooolto interessante! 😉

    2 October 2012 at 14:51 Reply
  • veraB'

    Pur tornandomi molto difficile guardare queste immagini in quanto m’impressionano molto, trovo incredibile la ricerca e la realizzazione di questo lavoro da parte dell’artista, credo proprio che non riuscirei ad andare a visitarla, ma riconosco che sono veramente delle grandi opere.

    @Giu: anch’io ho apprezzato molto il tuo commento.

    2 October 2012 at 18:34 Reply
  • NIna

    3 October 2012 at 17:04 Reply
  • Giu

    @Letizia & @veraB’: grazie per gli apprezzamenti, inattesi e quindi ancora più simpatici

    3 October 2012 at 17:33 Reply
  • DB

    x Nina

    Ha fatto bene Filippa a parlare della Mostra che -salvo qualche particolare, forse- non ha nulla di scandaloso e di sterilmente provocatorio.
    L’uomo si occupa del corpo umano da che esiste…..che bella ovvietà che ho detto….(sembro il Catalano di arboriana memoria).
    E l’arte, con puntualità, ha testimoniato lo sforzo di comprensione e di conoscenza scientifica che l’umanità ha costantemente compiuto.
    Tra tutti gli esempi, quello che più brilla è il celebre quadro ‘Lezione di anatomia del dottor Tulm’ di Rembrandt. Lì c’è tutto quello che l’epoca e la cultura dell’Autore potevano contenere: gusto dell’orrido, della cronaca (il cadavere è quello di un famoso criminale del tempo), deferenza verso la scienza medica che compie ogni sforzo per conoscere e comprendere. Tutto insieme senza scandalo.
    Viene il dubbio che nel XVII° secolo in Olanda stavano molto più coi piedi per terra di quanto sappiamo starci noi, oggi, in Italia.

    DB

    P.S. A proposito di arte, ma risulta anche a Voi che la Rai ha tagliato i programmi di Daverio ?
    Ho letto da qualche parte la notizia, ma poi non ho trovato conferme. Vorrei tanto che non fosse vera….

    4 October 2012 at 10:12 Reply
    • Letizia

      @DB: l’ho letto anch’io da poco, e purtroppo ti confermo che Monsieur Philippe è stato ‘segato’… I soliti ‘misteri’ (chiamiamoli così :() dei palinsesti televisivi…

      4 October 2012 at 10:32 Reply
      • DB

        E se lo dici tu, cara Letizia, che sei sempre informata, significa che è vero….
        Trovo che è una st….ta tremenda…..Era l’unico programma di cultura alta rimasto…
        Purtroppo, i palinsesti Rai vengono governati con dei criteri fintamente economicistici. Ho degli amici ventennali e molto cari sul piano affettivo con i quali faccio degli ‘appiccechi’ esagerati ogni volta che ci vediamo….Quando faccio un certo tipo di obiezioni, non hanno molto da controbattere, nel merito, anzi mi danno pure ragione….poi però tirano fuori dei foglietti con gli ascolti, le pubblicità, i costi….Ovviamente, non abbocco alla famosa ‘evidenza dei numeri’ perché da che mondo è mondo l’investimento culturale non ha mai un rientro immediato, ma ne ha uno (enorme) nel tempo. Loro si nascondono dietro i numeretti, ma io sospetto una strategia -non so se davvero consapevole o meno- di svuotamento del Paese e dell’identità culturale. Del resto, se siamo nella melma (e ci rimarremo, temo…) una ragione di fondo ci dovrà pur essere.
        Volevo conferma della storia di Daverio perché vedo domenica questi amici e “me li magno”…

        Grazie e un caro saluto,
        DB

        4 October 2012 at 10:59 Reply
    • Nina

      @DB
      parafrasando un film del passato si potrebbe dire: arte cosa non si fa per te!
      sono d’accordo con te e il port di Filippa mi ha fatto riflettere ed ammiro molto il suo l’approccio naturale.
      Bello Rembrandt ma vogliamo dimenticare il de liuzzi o anche solo gli studi anatomici dei grandi pittori rinascimentali? sono arte che riproduce ciò che esiste in natura. questa mostra si spinge oltre, utilizzando la natura stessa.. non è solo il fatto di essere impressionabile ma una forma di rispetto per opere che non sono altro che cadaveri…
      mi perdoni/ate anche se non la penso come te/voi? 😉

      5 October 2012 at 12:54 Reply
  • Letizia

    Ho appena visto un breve ma interessante servizio curato da Mr. D proprio sulla mostra. Altrettanto d’effetto l’intervista fatta alla ragazza che ha già deciso di essere una futura donatrice…

    6 October 2012 at 17:43 Reply

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