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Eh si, non si scherza più… è arrivata l’ora di allacciare quelle scarpe, di muovere quelle gambe, di tirare fuori la forza, la costanza, la grinta… ed iniziare a sudare! Tutta l’estate a dire, da domani corro, da domani nuoto, da domani vado in palestra e tutti giorni a dire, ma sì, è vacanza, una volta a casa ricomincio. Eccomi, a casa. Pronta (hmm) a ricomincare. Per forza.

Anche per voi l’anno inizia a settembre come la scuola? Un nuovo anno lavorativo, nuovi progetti, idee, voglia di cambiare-look, pettinatura, stile, che poi rimangono più o meno sempre uguali. Uffa. Va bene, intanto ho iniziato a muovermi un pochino e stasera prendo ispirazione da quella ragazza bionda, sempre in bicicletta. Stasera in tandem con Stefano Meroni, campione italiano di mountainbike, categoria nonvedenti. Che bravo. Chissà se non torno in sella presto anch’io… 😉 Hugs! fili

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  • Letizia

    Ben detto! Anche per me l’anno inizia sempre a settembre, e non vedo l’ora, (insieme a maggio) è il mio mese preferito in assoluto, perché per me rappresenta il mese del rinnovamento, di una nuova vita, di nuovi/buoni propositi, con la speranza di riuscire a portarli a termine… anche se come dici tu capita che alla fine finiscano nel dimenticatoio e non cambi poi nulla, dal look ai progetti più ‘di sostanza’.
    Ma tu sei una grande maestra e grande fonte di ispirazione con la tua inesauribile energia e voglia di fare… ed io spero di essere una buona allieva… 😉
    Enjoy the weekend!
    xoxo

    29 agosto 2015 at 17:06 Rispondi
      • Letizia

        Hahaha, ma no! Quale ‘pressione’! 😉 Tu, come hai detto, lanci i suggerimenti… poi sta a noi interpretare e mettere in pratica il messaggio in modo personale… anche perché è risaputo che tu sei decisamente inarrivabile per tutte le cose che riesci a fare e l’energia che ci metti! 😉 🙂
        Buona domenica! :-*

        30 agosto 2015 at 14:08 Rispondi
  • giu

    Toh, ma guarda, anche per voi settembre è un mese di inizio?
    Beh, lo è anche per me, e quindi mi sento in buona compagnia. Non ci avevo mai pensato, ma in effetti è così, si lascia alle spalle un periodo di lungo lavoro seguito da svago o riposo, per cui iniziare di nuovo viene quasi automatico. Proprio come a scuola, si ultimano i compiti non terminati, si lucidano gli strumenti e… via! Pedalareeeeee!
    Io, già da questo settembre, ho messo in pista alcuni nuovi impegni che penso mi piaceranno molto e che mi accompagneranno per tutto l’anno. E voi? Cosa pensate di combinare? Avete già le idee chiare? Oppure avete bisogno di ricominciare a pedalare per “svegliare” neuroni e tutto il resto e fare il punto?
    Enjoy the new year! giu

    29 agosto 2015 at 20:19 Rispondi
  • Claudia Oliveri

    Prima di tutto ben tornata!!! Tutto bene ? Mr W? Io rientrata da poche ore e mi sento già vittoriosa del essere riuscita a camminare al mare sulla spiaggia !!! Quindi posso rimandare i buoni propositi ???? La puntata stasera l’ho persa ma tanto becco sicuramente una replica avendo Una TV di casa sempre su BikeChannel! Kiss

    29 agosto 2015 at 22:00 Rispondi
  • Alessandra

    Ok, io non riesco a correre. O meglio, non voglio, non fa per me… Però nuoto molto e faccio aquafitness (fa un po’ anziana signora, lo so ahahah). Per il resto ho uo una gran voglia di rinnovare il guardaroba e imparare qualcosa di nuovo…

    29 agosto 2015 at 23:09 Rispondi
  • naty

    Alle filigirls…da tempo corre notizia sul filo che l’Art therapy (ovvero il colorare) è una tecnica rilassante,
    quando il tempo con me non è tiranno, coloro è (ho scelto i disegni di Johanna Basford ),mi sembrano
    bellissimi , è un idea curiosa ,un abbraccio domenicale al Planet,naty

    30 agosto 2015 at 10:48 Rispondi
    • fili

      fili

      ciao cara!
      Sì, vero, verissimo! Posso confermarlo perché ho fatto una settimana di art therapy nel sud della Svezia. Prima, in gruppo, c’era il rilassamento. I colori, forme o immagini che ci “arrivavano”venivano poi messi su tela con pennelli, colori, spugne, le mani, ognuno sceglieva liberamente la tecnica. Poi una volta terminato il processo artistico venivano esposte le opere e ognuno poteva esprimere quello che sentiva o vedeva quando guardava un determinato quadro.
      E’ stata una bellissima esperienza.
      hugs, fili

      30 agosto 2015 at 12:44 Rispondi
      • naty

        Grazie fili per la risposta,sei sempre all’avanguardia,e gentilissima …hugs,hugs ,naty

        30 agosto 2015 at 13:59 Rispondi
  • Marilla

    Ciaoo

    Settembre gioie e dolori si riprende a lavorare e poi la palestra al GetFit io pratico Omnia ,divertente e faticosissimo …un gruppo di matti che si alterna ogni due minuti a degli attrezzi fissi omeno ripetizioni veloci e cadenzate dall’istruttore che illustra il percorso sempre diversoall’inizio di ogni sessione durata 50minuti di sudore e dolore !

    alterno allo spinning e alla sala attrezzi vorreitanto correre …ma nn e la faccio da sola nn mi sento motivata

    30 agosto 2015 at 11:59 Rispondi
    • fili

      fili

      ciao!
      brava, credo che ti possa bastare, no? 🙂 in gruppo è sempre più stimolante!
      Quando riprendi a fare dell’attività fisica è sempre un pochino faticoso, quasi come iniziare da capo, specialmente con la corsa. Allora faccio a intervalli, 5min corsa, 5min camminata….per ca 40min. Quasi quasi sudo di più e mi stufo un pochino meno. Ahhh, quanto è difficile.
      keep on moving!
      🙂
      fili

      30 agosto 2015 at 12:40 Rispondi
  • Laura C

    Tornata pure io!!! Sì anch’io sono del team Settembre, il mese verde scuro che offre nuove opportunità! Sono felice di ritrovarvi qui! Ho deciso di iniziare a camminare/correre quest’anno… e avevo intenzione di ritornare a studiare! Buon rientro!

    30 agosto 2015 at 21:05 Rispondi
  • Deborah

    Ciao!
    Ti seguo da davvero moltissimo tempo con tanto piacere, per la sobrietà della tua ironia e per le azzeccatissime scelte di stile, che condivido sempre. Non sono mai intervenuta finora perchè mi è sempre parso un luogo di incontro fra amici che si conoscono sul serio, non un luogo esclusivo certo, ma piuttosto confidenziale. Comunque…e vengo al punto, oggi devo pronunciarmi. Alla fine di agosto, dopo aver sentito parlare di compiti sotto l’ombrellone, nella metropolitana di Berlino, nelle escursioni di montagna e dalla parrucchiera, non ne posso più. Sono un’insegnante di lettere, felicissima di lavorare nella scuola pubblica. Non ho dato compiti per le vacanze, solo romanzi da leggere e consigli per i recuperi linguistici. In realtà i compiti sarebbero serviti, eccome. La scrittura è una tecnica che va praticata costantemente, come le traduzioni dal latino e dal greco. Garantisce elasticità mentale e determina quella forma mentis che fino a qualche anno fa il resto del mondo ci invidiava e che faceva assumere i ricercatori italiani ovunque. Non ho dato compiti perché i genitori sono insopportabili. Sanno tutto di didattica, di programmi, di ciò che è bene e ciò che è male svolgere a scuola. Come i papà sono allenatori di calcio, così le mamme sono insegnanti di ogni ordine e grado. Sto generalizzando, certo, ma l’invadenza è poco garbata. Molti alunni, anche di sette anni, usano l’impertinenza come segno di distinzione e cercano continue scorciatoie per evitare fatica e disciplina, perchè così è stato loro insegnato. Detto questo, continuerò a correggere i miei temi fino a mezzanotte inoltrata, a studiare la nuova critica letteraria per tenermi aggiornata, a inventare nuove strategie per l’apprendimento, ad appassionarmi al mio lavoro 24 ore su 24. Ma per piacere, basta con le storie sui compiti!

    31 agosto 2015 at 06:42 Rispondi
  • Deborah

    Cara Filippa,
    anch’io ho tanti why…

    Perché devo comprarmi tutti i libri che mi servono per aggiornarmi?
    Perchè le sedie delle cattedre mi cacciano delle schegge nella gamba oltre i pantaloni?
    Perché nella biblioteca non trovo i libri che vorrei far leggere ai miei alunni?
    Perchè non posso andare in bagno anche per 4 ore di fila, visto che i bidelli sono pochi e non ne trovo uno che mi possa controllare un secondo i ragazzi mentre sono fuori, altrimenti chissà cosa succede agli alunni?
    Perché devo essere a disposizione delle famiglie a qualunque ora, anche a pranzo e a cena, mentre in altri mestieri dopo le 18 sei sicuro di poterti dedicare alla famiglia?
    Perchè tutti i genitori vogliono che organizziamo delle “gite” (io non le faccio più, si rischia troppo e sono ore gratis…ma per cosa????) ma non sono disposti a portare il figlio a teatro o al museo una domenica pomeriggio?

    Ok, volevo solo dire che la questione è davvero gigantesca, come ben sai, e che se solo ci fosse buona educazione e ragionevolezza, forse molti aspetti potrebbero migliorare.
    Insomma c’è anche chi è professionale e finisce nel girone dei nullafacenti.

    Ah, le penne.
    E’ una questione legale, in primis (la matita non vale come documento nelle verifiche).
    E poi di coraggio. A un certo punto non puoi continuare a sbagliare. Devi prendere il coraggio tra le mani e non dubitare più su quella maledetta doppia!

    Crescere sicuri.
    E forti.

    Come nell’antica Grecia.
    Kalos kai agathos. Uomini di animo nobile, mente pura, spirito temerario.

    Buon inizio, dunque! E grazie dell’accoglienza

    31 agosto 2015 at 09:28 Rispondi
  • naty

    Fili,ciao mi viene voglia di chiederti, riguardo la scuola,quanti erano nella tua classe gli alunni/e?
    Non chiedo altro,voglio continuare sulla via della leggerezza,un saluto ,Naty

    31 agosto 2015 at 14:44 Rispondi
  • Simonetta

    Ciao Filippa. Sono un’insegnante di matematica e una mamma di due “ragazze” di 10 e 13 anni. Ti appoggio su tutta la linea, matite comprese!!! Sono per una scuola accogliente, che insegni i valori dell’impegno e del duro lavoro, ma che trasmetta anche serenità, curiosità e tantissimo amore per la vita, che accolga i ragazzi e faccia loro capire che ce la possono fare, ognuno con la sua peculiarità! Un abbraccio

    31 agosto 2015 at 18:58 Rispondi
  • DB

    Bel dibattito quello tra Deborah e Filippa con intervento finale di Simonetta.
    Per quanto mi risulta da esperienze personali e familiari, la scuola pubblica italiana è piena di bravi insegnanti impegnati in una missione difficile e qualche volta impossibile.
    Tra le ragioni della difficoltà (e talvolta impossibilità) ci sono lo scarso riconoscimento sociale dell’insegnamento e l’atteggiamento delle famiglie che troppo spesso ha un tono sgradevole di rivendicazione.

    Saluti a tutti e un segno di solidarietà a Deborah !

    DB

    1 settembre 2015 at 12:05 Rispondi

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