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  • Letizia

    Ho sempre apprezzato molto Einaudi, e alcune volte ho avuto occasione di vederlo suonare dal vivo (e poi stringergli la mano… è davvero una bella persona)… la stessa emozione che lui mette quando entra in simbiosi con il suo pianoforte la regala a chi lo ascolta. E quando mesi fa ho visto questo video mi sono venuti i brividi, e non per la gelida ambientazione 😉 … vederlo ‘fluttuare’ alla deriva in mezzo all’Artico e vedere come la Natura si ‘muova’ intorno a lui lascia senza parole… il momento più toccante, a mio avviso, è quando lui finisce di suonare e in quel preciso istante il silenzio regna sovrano, un’immagine meravigliosa!

    4 gennaio 2017 at 14:15 Rispondi
  • Elisabetta

    Wow!! 🙂 Ti leggo sempre, ciao Filippa, Buon 2017!! 🙂

    Ti/Vi aspetto sul mio blog da cucina: http://blog.giallozafferano.it/dolcisalatidielisabetta/

    4 gennaio 2017 at 16:19 Rispondi
  • Laura C.

    Che stupendo Einaudi. Mozzafiato.
    Io l’ho scoperto in Italia, ero in collegio e una mia amica aveva un CD che mi ha lasciato co`sì per caso… mia sorella suona il pianoforte e allora sono corsa a procurarmi degli spartiti per lei!
    Grazie Filippa di condividere Sharing is Caring!

    4 gennaio 2017 at 19:09 Rispondi
      • naty

        La musica.. la lettura ,in questo periodo si ascolta, si legge, passatempi…
        Ho scoperto Lucinda Riley ,autrice irlandese, ed i suoi romanzi ,ora ho terminato
        il seguente libro : “Le sette sorelle”,coinvolgente ed intrigante…
        Per quanto riguarda la musica “Eleni Karaindrou “,curiosamente…
        cosa legge la nostra Fili???
        BaciNaty

        5 gennaio 2017 at 16:03 Rispondi
  • Claudia Oliveri

    Che “leggiadria” …..davvero toccante…speriamo tocvhi i cuori e le coscienze di chi ha in mano decisioni globale per il pianeta…noi di nostro mettiamoci sempre il nostro piccolo quotidiano contributo

    4 gennaio 2017 at 21:13 Rispondi
  • veraB'

    TUTTO, in quest’esposizione trovo tutto…
    Avevo già visto questo pezzo, ma rivederlo mi ha ulteriormente messo in movimento altri sensori ed altre emozioni, trovo in Einaudi una grande forza ed altrettanta sensibilità con le sue note, con le sue mani eleganti che paiono addirittura timorose nel disturbare la natura, come tutti dovremmo fare, non disturbarla, ma rispettarla ed amarla, in quanto è il nostro respiro, i nostri sensi, la nostra “Anima”…
    Un bacio
    V’

    4 gennaio 2017 at 22:32 Rispondi
      • veraB'

        Non si è mai in ritardo per vedere, ricordare e condividere tanta bellezza e sensibilità, in quanto se ci si immerge bene in questo momento, ogni volta si scopre una sensazione nuova data da come “siamo” esattamente in quel preciso istante…
        Ricambio l’abbraccio, ed aggiungo un sorriso 🙂
        V’

        5 gennaio 2017 at 15:38 Rispondi
  • Nadia List

    Un’emozione forte, intensa e struggente. La natura che circonda il pianista soffre e commuove. Con la speranza che arrivi in maniera così diretta anche al cuore di chi siede nella stanza dei bottoni. Grazie per averlo condiviso, Filippa. Buon anno, più umano per tutti

    4 gennaio 2017 at 22:35 Rispondi
      • Claudia Oliveri

        Anche il mio…su Euronews passa in questi giorni la pubblicità di una compagnia specializzata in crociere in queste “zone”

        5 gennaio 2017 at 20:19 Rispondi
  • DB

    A me sembra che Einaudi ripeta all’infinito le stesse note e gli stessi accordi. E forse è proprio così, ma misteriosamente nessuno se ne accorge.
    Mi chiedo a cosa sia dovuto il credito che ottiene. Non dico che sia un disastro musicale come Allevi, però poco ci manca.
    Quelli di Greenpeace non hanno considerato che i ghiacciai possono sciogliersi anche per sfinimento morale.

    DB

    5 gennaio 2017 at 12:03 Rispondi
    • Letizia

      Certo, è vero, la varietà non è proprio il suo forte, ma il suo stile è quello… però, piuttosto che 1 Allevi (che non ho mai sopportato, né umanamente né musicalmente) preferisco 1000 Einaudi…

      5 gennaio 2017 at 14:03 Rispondi
      • DB

        Cara Letizia,
        per fortuna non siamo obbligati a scegliere tra questi due ‘equivoci musicali’….

        Einaudi sembra ispirarsi all’impressionismo musicale però lo riduce a formulette assai semplici.
        Quando gli ‘impressionisti’ volevano scrivere piccoli pezzi facili -o dichiaratamente ‘infantili’- facevano cose così (prima Casella e poi Debussy).

        https://www.youtube.com/watch?v=L9b8zOsUFic

        Un caro saluto,
        DB

        6 gennaio 2017 at 10:53 Rispondi
        • Laura C.

          Caro Domenico, è verissimo che Einaudi vive di quello: di farsi riconoscere anche da una nuova melodia. Però son belle tutte…
          Ti mando un caro saluto!

          8 gennaio 2017 at 20:12 Rispondi
      • DB

        La Regina dei Ghiacci ? Mi fai venire in mente Rusalka, una ninfa dei laghi e dei fiumi boemi.
        Dvorak su questa leggenda ha composto un’opera molto bella.
        Qui Rusalka rivolge un canto dolcissimo alla luna.
        ( E per una cosa del genere vale la pena dello scioglimento….)
        https://www.youtube.com/watch?v=UwVYFpY3VL4

        DB

        6 gennaio 2017 at 10:22 Rispondi
  • PuroNanoBirbantello

    Ho trovato il video struggente, malinconico, permeato di una serena naturale armonia, l’anima a rallegrarsi.

    E poi, quel finale, la chiatta che si ribalta… 🙂

    Ciao
    PNB

    6 gennaio 2017 at 15:16 Rispondi

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